Il Kirghizistan ha trascorso un secolo sotto il dominio imperiale russo e sovietico, ma la lingua kirghisa è sopravvissuta. Oggi rimane ampiamente parlato dagli adulti ed è una pietra angolare dell’identità nazionale. Tuttavia, un nuovo studio rivela una diversa minaccia per il suo futuro: non l’oppressione politica, ma gli algoritmi di raccomandazione di YouTube.
I ricercatori dell’Università del Michigan, della UC Berkeley e di altre istituzioni hanno scoperto che l’algoritmo della piattaforma dà sistematicamente la priorità ai contenuti in lingua russa rispetto ai video in lingua kirghisa, in particolare per gli interessi dei bambini. Questo cambiamento digitale sta inavvertitamente invertendo decenni di resilienza linguistica, allontanando una nuova generazione dalla propria lingua madre e indirizzandola verso la lingua dei loro ex colonizzatori.
Il bias algoritmico
La preoccupazione è emersa per la prima volta durante il lavoro sul campo di Ashley McDermott, una studentessa di dottorato presso l’Università del Michigan. Durante le sue ricerche in Kirghizistan, ha riscontrato una lamentela ricorrente da parte di genitori ed educatori: i bambini nei villaggi rurali, dove il Kirghizistan era la lingua familiare dominante, imparavano spontaneamente frasi e accenti russi.
Gli adulti in queste comunità hanno identificato un unico colpevole: YouTube.
Per testare questa ipotesi, McDermott e un team di cinque ricercatori hanno condotto una simulazione del comportamento degli utenti sulla piattaforma. Hanno raccolto quasi 11.000 risultati di ricerca unici e consigli video, concentrandosi su argomenti popolari tra i bambini, come cartoni animati, fiabe e sirene.
I risultati sono stati duri. Durante la ricerca di questi argomenti in Kirghizistan, l’algoritmo raramente restituiva contenuti in quella lingua. Ancora più preoccupante, il team ha simulato utenti che avevano già guardato 10 video di bambini in cui si parlava il kirghiso, un chiaro segnale di preferenza per quella lingua. Nonostante questi forti dati comportamentali, l’algoritmo ha consigliato a questi utenti meno video in lingua kirghisa rispetto a “bot” simulati che non mostravano alcuna preferenza linguistica.
“I bambini kirghisi sono costruiti algoritmicamente come spettatori di contenuti russi”, ha affermato Nel Escher, coautore e studioso post-dottorato presso l’UC Berkeley. “Non esiste un buon modo per essere un ragazzino di lingua kirghisa su YouTube.”
Un’eredità coloniale digitale
I risultati evidenziano come le piattaforme digitali possano rafforzare le dinamiche di potere storiche. Sotto il dominio sovietico, la conoscenza della lingua russa era essenziale per il successo economico e sociale del Kirghizistan. Oggi, mentre molti adulti sono bilingui e il kirghiso è obbligatorio nelle scuole, il russo rimane la lingua franca del commercio e, sempre più, dell’intrattenimento digitale.
I ricercatori hanno scoperto che quando si cercavano termini scritti in modo identico in entrambe le lingue, come Harry Potter o Minecraft, i risultati erano prevalentemente in russo. Nel complesso, solo il 2,7% dei video analizzati presentava persone di etnia kirghisa.
Questo squilibrio crea un potente effetto socializzante. I ricercatori sostengono che YouTube insegna ai giovani utenti a considerare il russo come la lingua predefinita della tecnologia e dell’intrattenimento, mentre inquadra il Kirghizistan come periferico o poco interessante. Ciò si riflette nel comportamento offline: i bambini kirghisi citano sempre più spesso lo slang russo di Internet, imitano gli accenti russi e adottano la sintassi russa nel loro discorso quotidiano.
Il costo umano
Per i genitori che cercano di preservare il legame dei propri figli con la propria eredità, il pregiudizio algoritmico rappresenta un ostacolo frustrante. McDermott ha ricordato di aver parlato con una madre nel 2023 che ha spiegato di aver deliberatamente pagato la bolletta di Internet con un giorno di ritardo ogni mese. Ciò le ha permesso di rimanere un giorno senza accesso a Internet a casa, dando alla sua famiglia una breve tregua dall’influenza di YouTube.
Il problema non è la mancanza di contenuti. I ricercatori hanno notato che è disponibile ampio materiale di alta qualità in lingua kirghisa. Nel 2024, D Billions, uno studio di contenuti per bambini con sede in Kirghizistan, si è classificato come il 35° canale YouTube più visto a livello globale. Il suo canale dedicato in lingua kirghisa vanta quasi 1 milione di abbonati, dimostrando che esiste un pubblico significativo per i contenuti in lingua madre.
Nonostante ciò, l’algoritmo non riesce a far emergere questo materiale agli utenti che lo cercano. YouTube, che si è impegnata pubblicamente ad amplificare le voci degli indigeni, non ha risposto alle richieste di commento riguardo a questi risultati. Tuttavia, il team di ricerca sta tentando di collaborare con il team di controllo genitori di YouTube per discutere l’implementazione di filtri linguistici che potrebbero aiutare a mitigare questo pregiudizio.
Conclusione
Questo studio funge da avvertimento critico sulle conseguenze indesiderate della cura algoritmica. Se da un lato la tecnologia connette il mondo, dall’altro può anche cancellare le culture locali se lasciata senza controllo. La sopravvivenza della lingua kirghisa ora dipende non solo dalle scuole e dalle famiglie, ma dalla capacità delle piattaforme digitali di riconoscere e promuovere la diversità linguistica anziché rafforzare le gerarchie storiche.






























