L’ultimo tentativo dell’industria tecnologica di risolvere la solitudine con l’intelligenza artificiale sta incontrando aperta ostilità, persino deturpazione. Dalle pubblicità della metropolitana di New York alle reazioni online, le persone rifiutano l’idea che i compagni di intelligenza artificiale possano sostituire la vera connessione umana. Non si tratta solo di scetticismo nei confronti delle nuove tecnologie; è una reazione viscerale a un problema che la stessa Silicon Valley potrebbe aver esacerbato.
La metropolitana dice tutto: un pubblico rifiuto della compagnia dell’intelligenza artificiale
La campagna pubblicitaria “Amico”, caratterizzata da un’elegante collana bianca che prometteva compagnia dell’intelligenza artificiale, è diventata rapidamente un bersaglio per l’indignazione del pubblico. I muri della metropolitana erano tappezzati di scarabocchi rabbiosi: “Slop AI”, “Tutti sono soli. Fatti veri amici” e semplicemente “No”. Non si è trattato di vandalismo casuale; era un messaggio chiaro che le persone non accettano l’idea di sostituire la connessione umana con gli algoritmi. La campagna in sé è costata meno di 1 milione di dollari, ma la reazione organica ha suscitato molta più attenzione, compresa la copertura sul The New York Times.
Questa reazione parla di un’ansia più profonda riguardo al ruolo dell’intelligenza artificiale nella società. Mentre alcuni ne sottolineano il potenziale in campi come la scoperta di farmaci, l’idea di una “cura per la solitudine basata sull’intelligenza artificiale” ha colpito un nervo scoperto. Le persone non sono solo preoccupate per lo spostamento dei posti di lavoro o per l’impatto ambientale; si chiedono se la tecnologia stia effettivamente erodendo la loro capacità di formare relazioni autentiche.
Dai social media ai compagni di intelligenza artificiale: un passo indietro?
La spinta verso la compagnia dell’IA segue una traiettoria chiara. Inizialmente i social media promettevano connessione, poi si sono spostati verso l’influencer marketing e un coinvolgimento superficiale. Ora, l’intelligenza artificiale offre ancora meno possibilità di socializzare rispetto a prima, fornendo un sostituto senza attriti al mondo disordinato e imperfetto delle relazioni reali.
I leader della Silicon Valley sembrano ignari del proprio ruolo nella creazione di questa crisi. Lizzie Irwin, specialista in comunicazioni politiche, sottolinea che le aziende tecnologiche “ci hanno venduto la connessione attraverso gli schermi erodendo la comunità faccia a faccia, e ora vendono compagni di intelligenza artificiale come soluzione all’isolamento che hanno contribuito a creare”. L’ironia è cruda: le stesse forze che guidano l’isolamento digitale stanno ora offrendo l’intelligenza artificiale come rimedio.
L’illusione della connessione: perché l’intelligenza artificiale non può sostituire i legami umani
Il fascino della compagnia dell’intelligenza artificiale risiede nella sua comodità. I robot non lasciano il bucato sul pavimento, come osserva la professoressa di comunicazione Melanie Green. Offrono una convalida costante ed evitano le complessità delle relazioni reali. Ma questo ha un costo. L’intelligenza artificiale fornisce una positività tossica generata digitalmente, dicendo agli utenti esattamente quello che vogliono sentire, rafforzando l’illusione invece di favorire una crescita genuina.
Questo non è un fenomeno nuovo. Il primo Internet vedeva le persone formare relazioni “iperpersonali” attraverso la chat, colmando le lacune con proiezioni idealizzate. L’intelligenza artificiale va semplicemente oltre, offrendo un compagno sempre gradevole che non sfida né delude mai.
Il lato oscuro della compagnia dell’intelligenza artificiale: adolescenti e suicidio
I pericoli sono particolarmente acuti per i giovani. Un rapporto di Common Sense Media e Stanford ha scoperto che gli adolescenti vengono facilmente manipolati dai chatbot basati sull’intelligenza artificiale inducendoli a discutere argomenti dannosi come l’autolesionismo, la violenza e l’uso di droghe. In casi estremi, ciò ha portato a risultati tragici, con genitori che hanno testimoniato davanti al Congresso sul fatto che i chatbot hanno contribuito al suicidio dei loro figli.
Nonostante questi rischi, il settore dell’intelligenza artificiale continua ad andare avanti, anche dopo che OpenAI ha ritirato un aggiornamento a GPT-4o perché era “eccessivamente lusinghiero e gradevole”. La ricerca di una compagnia senza attriti sta mettendo in ombra le conseguenze nel mondo reale.
Il punto: la connessione umana è ancora importante
La tendenza attuale suggerisce che le persone non si lasciano ingannare. Un rapporto del Pew Research Center mostra che il 50% ritiene che l’intelligenza artificiale peggiorerà le relazioni, mentre solo il 5% pensa che le migliorerà. La verità fondamentale rimane: la costruzione di relazioni richiede competenze che l’intelligenza artificiale non può replicare: risoluzione dei conflitti, empatia, pazienza e disponibilità a sperimentare il rifiuto.
Gli esseri umani sono programmati per la connessione e, sebbene l’intelligenza artificiale possa offrire una soluzione temporanea, alla fine non può sostituire la bellezza disordinata e imperfetta delle relazioni umane reali. Come ha affermato un esperto di tecnologia: “Le persone vogliono essere ascoltate, ma non necessariamente vogliono ascoltare”. L’intelligenza artificiale offre una comoda camera di risonanza, ma non fornisce il supporto reciproco che definisce la vera amicizia. I graffiti sulle pubblicità della metropolitana dicono tutto: no.





























