La repressione selettiva: perché gli sforzi anti-truffa della Cina stanno lasciando gli americani vulnerabili

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Mentre il governo cinese ha intensificato significativamente la sua lotta contro le frodi digitali, è emerso uno schema preoccupante: la repressione sembra dare priorità alla protezione dei cittadini cinesi, lasciando spesso le vittime internazionali, in particolare gli americani, nel mirino.

Il cambiamento nella strategia criminale

Per anni, le operazioni di truffa su scala industriale sono fiorite nei centri del sud-est asiatico come Laos, Myanmar e Cambogia. Questi sindacati sono spesso alimentati dalla criminalità organizzata cinese, utilizzano il lavoro forzato e operano attraverso sofisticate reti globali di riciclaggio di denaro.

Tuttavia, dati recenti suggeriscono un perno strategico da parte di queste organizzazioni criminali. Mentre Pechino rafforza la presa sulle truffe ai danni della propria popolazione, i sindacati non stanno scomparendo; stanno semplicemente riorientando i loro obiettivi.

  • In Cina: le perdite segnalate tra i cittadini sono diminuite di circa il 30% tra il 2023 e il 2024.
  • Negli Stati Uniti: le perdite segnalate derivanti da truffe “cyber-enabled” sono aumentate, con l’FBI che ha rilevato oltre 17,7 miliardi di dollari di danni segnalati lo scorso anno: una cifra che gli esperti ritengono sia una massiccia sottostima.

“La repressione da parte della Cina nei confronti di chi truffa la Cina ha ‘spremuto il pallone’, portando a più attacchi internazionali e americani.” — Gary Warner, Direttore dell’intelligence presso DarkTower

Un problema di “applicazione selettiva”.

Il nocciolo della questione risiede in ciò che i funzionari statunitensi descrivono come applicazione selettiva. Sebbene la Cina abbia lanciato massicce campagne di sicurezza nazionale e promosso un’etica culturale secondo cui “i cinesi non truffano i cinesi”, i suoi sforzi di applicazione della legge nel sud-est asiatico sono stati criticati per essere incoerenti.

Secondo la Commissione di revisione economica e di sicurezza USA-Cina, la strategia di Pechino si concentra sulla riduzione del numero di cittadini cinesi vittime. Ciò crea un incentivo perverso: le reti criminali possono continuare a prosperare finché evitano gli obiettivi cinesi e si concentrano sul resto del mondo.

Questa tendenza è ulteriormente evidenziata da uno spostamento della “forza lavoro” di questi centri truffa. L’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine ha notato che queste operazioni stanno diversificando il personale, allontanandosi dai lavoratori strettamente di lingua cinese per includere una gamma più ampia di nazionalità e lingue. Ciò consente loro di penetrare più efficacemente nei mercati globali.

Il parallelo del “porto sicuro”.

Questo fenomeno non è esclusivo delle truffe; rispecchia l’annoso problema del ransomware.

Per anni, molte delle bande di ransomware più prolifiche al mondo hanno operato nelle regioni slave, in particolare in Russia. Anche lì esiste una dinamica simile: finché questi gruppi non prendono di mira i cittadini russi o gli interessi statali, spesso viene loro concessa una forma di “porto sicuro”. Questo approccio selettivo consente alle imprese criminali di rimanere altamente redditizie prendendo di mira entità straniere pur rimanendo isolate dai procedimenti giudiziari nazionali.

Perché è importante

La mancanza di una cooperazione globale e globale crea un’enorme lacuna nell’applicazione della legge internazionale. Quando una grande potenza come la Cina concentra il suo potere coercitivo verso l’interno anziché verso l’esterno, non elimina l’infrastruttura criminale; reindirizza semplicemente il danno.

Finché questi sindacati riusciranno a trovare nicchie “sicure” in cui operare, la comunità globale – e in particolare i consumatori statunitensi – continuerà a sostenere il peso della loro evoluzione.


Conclusione: l’intensificata lotta della Cina contro le frodi nazionali sta di fatto “spingendo” l’attività criminale verso l’esterno, provocando un’ondata di truffe sofisticate contro vittime internazionali. Senza un approccio unificato e globale per smantellare questi sindacati, le reti criminali continueranno ad adattarsi e a migrare verso le popolazioni meno protette.