Keychron Q16 HE 8K: un esperimento in ceramica troppo caro

20

La tastiera Q16 HE 8K di Keychron tenta di allargare i confini dell’estetica della tastiera con un design interamente in ceramica, ma alla fine non riesce a offrire un’esperienza premium. Sebbene l’azienda abbia una storia di prodotti innovativi, quest’ultima offerta privilegia la novità rispetto alla funzionalità, sacrificando gli elementi chiave alla ricerca di un look unico. Il Q16 è anche tra i primi dispositivi Keychron a disporre di interruttori di magnetoresistenza a effetto tunnel (TMR), una tecnologia che promette miglioramenti delle prestazioni ma sembra fuori luogo in un prodotto fondamentalmente difettoso.

La scommessa della ceramica

I copritasti e la custodia in ceramica della tastiera offrono una consistenza particolare, fondendo ceramica e plastica in un modo che sembra meno raffinato rispetto ai materiali ceramici di alta qualità. Lo smalto appare plasticoso anziché liscio, e i copritasti non hanno la densità della vera ceramica. Digitando sul Q16 si produce un suono vuoto e risonante con un tono opaco e indefinito, ben lontano dalla nitida risonanza “marmorosa” prevista dai copritasti in ceramica.

La barra spaziatrice è particolarmente problematica, esibendo una risonanza tremula che vibra attraverso la scrivania ad ogni pressione. Questa vibrazione, percepita anche attraverso un tappetino da scrivania, crea uno sgradevole rumore “pop” e interrompe il flusso di digitazione. I copritasti soffrono anche di uno spessore incoerente, consentendo all’illuminazione LED di filtrare negli ambienti più bui. Alcuni tasti sono visibilmente disallineati, riducendo ulteriormente la presunta qualità premium della tastiera. La finitura lucida attira le impronte digitali, facendo apparire la tastiera macchiata anche dopo un utilizzo minimo.

Interruttori TMR: un barlume di innovazione

Nonostante i difetti esterni, la Q16 presenta interni impressionanti. L’implementazione di Keychron degli interruttori TMR – una nuova alternativa ai sensori ad effetto Hall – offre una maggiore precisione e un ridotto assorbimento di potenza. Questi interruttori offrono prestazioni veloci e reattive, con distanza di attuazione regolabile e illuminazione RGB personalizzabile. L’impostazione Rapid Trigger consente la pressione istantanea dei tasti, mentre le impostazioni SOCD prevengono input contrastanti durante i movimenti rapidi.

I sensori TMR funzionano secondo i principi del tunneling quantistico, in cui le particelle subatomiche passano attraverso barriere che non dovrebbero essere in grado di oltrepassare. Questo fenomeno, sebbene complesso, si traduce in un rilevamento dell’input preciso ed efficiente. Sebbene la tecnologia possa sembrare esoterica, gli interruttori TMR del Q16 funzionano in modo affidabile senza comportare rischi reali.

Un prodotto di tendenza

La Q16 HE 8K sembra meno una tastiera progettata con cura e più un tentativo di sfruttare la tendenza dei tasti in ceramica. A differenza della K2 HE Special Edition, che integrava perfettamente lo stile moderno con la funzionalità, gli elementi in ceramica della Q16 non migliorano l’esperienza. Il case non suona meglio di quello in metallo o plastica e i copritasti non forniscono una sensazione di digitazione unica. I punti di forza della tastiera – i suoi interruttori fluidi e le impostazioni personalizzabili – sono messi in ombra dal suo esterno difettoso.

La qualità costruttiva del Q16 è solida, con montanti di montaggio in ottone e smorzatori in silicone, ma questi miglioramenti si perdono a causa dei difetti della ceramica. La tastiera si smonta facilmente e il design della scheda figlia protegge la porta USB-C dalle vibrazioni. Tuttavia, questi dettagli non compensano i difetti concettuali sottostanti.

In definitiva, il Keychron Q16 HE 8K è un esperimento troppo caro che dà priorità all’estetica rispetto alla funzionalità. Sebbene gli interruttori TMR offrano una vera innovazione, sono messi in ombra dal design in ceramica sottosviluppato della tastiera.