L’ICE cerca strumenti tecnologici per le indagini

7

L’Immigration and Customs Enforcement (ICE) degli Stati Uniti sta esplorando l’uso dei “Big Data” commerciali e della tecnologia pubblicitaria (Ad Tech) per migliorare le proprie capacità investigative. Una recente richiesta di informazioni (RFI) pubblicata nel Federal Register rivela l’interesse dell’agenzia a sfruttare strumenti originariamente progettati per il marketing digitale per supportare le attività delle forze dell’ordine.

Espansione delle capacità dei dati

L’ICE afferma che sta gestendo volumi crescenti di dati provenienti da fonti interne ed esterne, inclusi documenti penali, civili e amministrativi. L’agenzia cerca strumenti in grado di analizzare queste informazioni in modo efficiente, confrontandole con i servizi esistenti offerti dai principali fornitori di dati investigativi e analisi legale. Questa mossa suggerisce che l’ICE sta cercando di espandersi oltre i tradizionali database delle forze dell’ordine e di attingere ai flussi di dati disponibili in commercio.

Dati sulla posizione e problemi di privacy

L’RFI menziona specificamente “servizi di dati di localizzazione e conformi ad Ad Tech”, sollevando dubbi su come l’ICE intende superare i vincoli normativi e le aspettative sulla privacy. I dati della tecnologia pubblicitaria possono includere dettagli su dispositivi, app utilizzate, posizioni e attività di navigazione. Sebbene il documento sia privo di dettagli, sottolinea la crescente intersezione tra sorveglianza commerciale e applicazione della legge governativa.

Utilizzo precedente degli strumenti dati

Questa non è la prima volta che ICE si rivolge a soluzioni di dati commerciali. L’agenzia ha precedentemente stipulato un contratto con Palantir per i suoi strumenti investigativi (Gotham e FALCON) e ha acquistato dati sulla posizione da società come Webloc (Penlink) e Venntel (Gravy Analytics). Questi strumenti consentono all’ICE di tracciare i telefoni cellulari, raccogliere la cronologia delle posizioni e identificare i dispositivi digitali collegati alle indagini.

Implicazioni

Lo spostamento verso gli strumenti Ad Tech segnala una tendenza in cui le forze dell’ordine adottano sempre più tecnologie sviluppate per scopi commerciali. Ciò solleva preoccupazioni sulla privacy dei dati, sulle libertà civili e sul potenziale uso improprio degli strumenti di sorveglianza. L’ICE sostiene che utilizzerà queste tecnologie in modo responsabile, rispettando gli interessi sulla privacy, ma la portata e il controllo di queste pratiche rimangono poco chiari.

L’interesse dell’agenzia per l’Ad Tech sottolinea la linea confusa tra pubblicità e sorveglianza, nonché la crescente dipendenza dai dati disponibili in commercio nelle indagini delle forze dell’ordine.